Micron Document
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Itterbio
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Lmwbq'mwbgitterbio è l'mwbwelemento chimico di mwcanumero atomico 70 e il suo mwcqsimbolo è mwcgYb.

È un metallo tenero di colore argento ed appartiene al gruppo delle mwdaterre rare. Si trova nei minerali mwdqgadolinite, mwdgmonazite e mwdwxenotime, spesso associato all'mweaittrio e agli altri mweqlantanoidi.

Contents

Storia

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Caratteristiche

L'itterbio è un elemento di aspetto metallico lucente; è tenero, mwfqmalleabile e abbastanza mwfgduttile. Viene facilmente dissolto dagli mwfwacidi, lentamente reagisce con l'mwgaacqua e si mwgqossida per esposizione all'mwggaria. A temperature elevate si incendia spontaneamente convertendosi nel suo ossido.

Dell'itterbio esistono tre forme mwhaallotropiche, α, β e γ, le cui temperature di conversione sono mwhq−13 °C e 795mwhg °C. La forma β, che esiste a temperatura ambiente, ha un mwhwreticolo cristallino cubico a facce centrate.

Normalmente la forma β possiede la mwiqconducibilità elettrica tipica dei metalli, ma diventa un mwigsemiconduttore quando esposto a mwiwpressioni attorno a mwja16000 atm.

Applicazioni

Un isotopo dell'itterbio trova uso come fonte di mwjwraggi gamma in dispositivi portatili per mwkacontrolli non distruttivi.

L'itterbio viene usato come additivo all'mwkgacciaio inossidabile per migliorarne la grana, la forza ed altre proprietà reologiche.

Alcune leghe contenenti itterbio hanno trovato uso in mwlaodontoiatria. Alcuni suoi sali sono usati per la produzione di dispositivi mwlqlaser.

Più recentemente l'isotopo mwlw171Yb è stato utilizzato nella realizzazione di mwmaorologi atomici grazie alla precisione della frequenza di una riga di emissione nel giallo alla frequenza di 518'295'836'590'863.59(31) Hz

Storia

L'itterbio è stato scoperto dal chimico mwmwsvizzero mwnaJean Charles Galissard de Marignac nel mwnq1878. Marignac individuò un nuovo componente nella terra nota come mwngerbia e lo chiamò mwnwitterbia, dal nome della cittadina mwoasvedese di mwoqYtterby.

Nel mwow1907 il chimico mwpafrancese mwpqGeorges Urbain separò l'itterbia di Marignac in due frazioni: la mwpgneoitterbia e la mwpwlutezia. La neoitterbia venne successivamente identificata come l'elemento itterbio e la lutezia venne riconosciuta essere l'elemento mwqalutezio. Anche mwqqAuer von Welsbach isolò indipendentemente questi elementi dall'itterbia in un periodo simile e li chiamò mwqgaldebaranio e mwqwcassiopeio.

Le proprietà chimiche e fisiche dell'itterbio non furono determinate in dettaglio fino al mwrq1953 quando venne prodotto l'itterbio puro.

Disponibilità

L'itterbio si trova in alcuni rari minerali, accompagnato ad altri elementi del gruppo delle mwsaterre rare. La sua principale fonte commerciale è la mwsqmonazite che ne contiene lo 0,03%.

L'itterbio è difficile da separare dagli altri elementi ad esso simili; solo in tempi recenti è stato possibile isolarlo attraverso tecniche di estrazione a mwswscambio ionico.

I composti chimici dell'itterbio sono rari.

Isotopi

L'itterbio in natura si compone di 7 mwtwisotopi stabili; mwua168Yb, mwuq170Yb,mwug171Yb,mwuw172Yb,mwva173Yb,mwvq174Yb,mwvg176Yb, di cui il più mwvwabbondante è mwwa174Yb (31,8%).

Dell'itterbio sono noti 22 mwwgisotopi radioattivi di cui i più stabili sono mwww169Yb (con mwxaemivita di 32,026 giorni), mwxq175Yb (4,185 giorni) e mwxg166Yb (56,7 ore). Tutti gli altri hanno emivite inferiori alle 2 ore e la maggior parte di essi inferiore a 20 minuti. Ne esistono anche 6 mwxwstati metastabili ed il più stabile di essi è mwya169mYb (emivita di 46 secondi).

La principale modalità di decadimento degli isotopi più leggeri di mwyg174Yb è la mwywcattura elettronica con conversione in isotopi di mwzatulio; quelli più pesanti subiscono invece preferenzialmente un mwzqdecadimento beta con conversione in isotopi di mwzglutezio.

Precauzioni

Benché l'itterbio sia abbastanza stabile, è meglio conservarlo in contenitori sigillati, per proteggerlo dal contatto con l'aria e l'umidità. La polvere di itterbio metallico può incendiarsi spontaneamente all'aria.

Tutti i composti dell'itterbio sono considerati tossici; sono noti per causare irritazione alla mwagpelle e agli mwawocchi e sono sospetti cancerogeni.

Bibliografia

• mwbwFrancesco Borgese, Gli elementi della tavola periodica. Rinvenimento, proprietà, usi. Prontuario chimico, fisico, geologico, Roma, CISU, 1993, ISBN 88-7975-077-1.
• citereftavola-periodica-e-propriet-degli-elementiR. Barbucci, A. Sabatini e P. Dapporto, Tavola periodica e proprietà degli elementi, Firenze, Edizioni V. Morelli, 1998 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2010).
• mwcg(EN) Albert Stwertka, Guide to the Elements – Revised Edition, Oxford University Press, 1998, ISBN 0-19-508083-1.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «itterbio»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su itterbio

Collegamenti esterni

• citereftreccani-ititterbio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) ytterbium, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwgq(EN) Itterbio, su periodic.lanl.gov, Los Alamos National Laboratory. URL consultato il 21 aprile 2005 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2010).
• mwgw(EN) It's Elemental – Ytterbium, su education.jlab.org.
• mwhq(EN) Itterbio, su WebElements.com.
• mwhw(EN) Itterbio, su EnvironmentalChemistry.com.